La vera storia del preservativo

Credete che il preservativo sia un’invenzione recente? Niente di più sbagliato!

faraoni egizi Leggende narrano che tra i primi ad usare il preservativo ci fu Minosse, re di Creta, che per evitare una prole numerosa pensò bene di usare come preservativo la vescica di pesce.
In epoche successive, gli egiziani iniziarono a proteggersi dalle malattie veneree con preservativi fatti di tela di lino mentre in estremo oriente si usavano fogli di carta di seta unti di olio o, in casi estremi, ciò che capitava, pelli e gusci di tartarughe, poco pratici ma sicuramente molto economici!
raffigurazione grecaQualche tempo dopo, gli antichi romani, oltre ad usare la vescica di capra essiccata, preferivano tamponi bagnati in lozioni di erbe, e se capitava di incorrere in qualche bella fanciulla durante le campagne militari, i sadici legionari romani non rinunciavano ai piaceri del sesso e ricorrevano subito ai ripari sfruttando la pelle del nemico vinto.

L’uso del preservativo continuò nei secoli ad essere appannaggio delle persone più ricche che usavano sottilissime fodere di lino immerse in una soluzione di sale e d erbe, quando poi, con la scoperta dell’America, insieme ai pomodori, al caffè e alle patate arrivò in Europa anche un batterio, che il medico Falloppio denominò”morbo gallico”, poi conosciuto come sifilide: per evitare il contagio, lo stesso medico raccomandò l’uso di quelle fodere a tutta la popolazione, così il preservativo iniziò a diffondersi anche tra il popolo.

antico profilattico di budellaMa ad avere la meglio furono i preservativi realizzati dagli intestini degli animali, forse considerati più economici e più resistenti.
Il 1700, Secolo Illuminato, fu il secolo d’oro del preservativo: il Dottor Condom, dal quale forse deriva il nome inglese del profilattico, ne diffuse l’uso alla corte di Carlo II (per evitare al re l’imbarazzo di una moltitudine di figli illegittimi!) e da all’ora si iniziò ad usarli frequentemente nelle corti e a venderli nelle botteghe: erano realizzati con l’intestino di capra, legati al pene con un grazioso nastrino a lato dell’apertura, lavabili e riutilizzabili più volte. Certo, con tutta la fatica che ci mettevamo per farli, nessuno li avrebbe buttati dopo la prima volta!

E voci indiscrete dicono che nello stesso periodo il bel Casanova, consumatore fedele di preservativi, che chiamava affettuosamente “redingote anglaise”, cappottino inglese, divertiva le proprie amanti gonfiandoli come palloncini!

Nel 1843 la svolta: Charles Goodyear scoprì il processo di vulcanizzazione della gomma, la gomma usata per i pneumatici veniva lavorata con lo zolfo diventando più elastica e resistente e quindi adatta per la realizzazione di preservativi.
Da lì a 10 anni sarebbe iniziata la produzione di massa del preservativo: Julius Fromm osservò il spaventoso aumento dei casi di contagio di malattie sessualmente trasmissibili tra i soldati tedeschi che durante la prima guerra mondiale allietavano il loro spirito con rapporti occasionali: dal 1916 Fromm iniziò a produrre preservativi in grandi quantitàper i soldati tedeschi.

la vera storia del preservativoMolto è cambiato, da allora, nel processo di produzione, man mano che la tecnologia avanzava sono migliorate le tecniche di produzione, al posto della gomma si è iniziato ad utilizzare il lattice, sono migliorati i lubrificanti ed è aumentata la varietà di scelta tra modelli e gusti diversi.
Dopo una storia così, perché non usarlo??

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